Ieri mattina giornata uggiosa in pieno stile londinese, con pioggerellina annessa. Mi alzo presto per studiare, mia madre sta per uscire a lavoro, ma fa in tempo a dirmi con tono critico: "Hanno potato i pini qua davanti, la tua macchina è piena di polvere giallina..."
Lì per lì non do peso alla cosa, anche perchè il mio pandino è abituato a questo ed altro. Quando verso mezzogiorno decido di uscire per andare alla posta rimango letteralmente allibito: i due pini centrali che ho sempre visto là davanti dal giorno della mia nascita non ci sono più!!! Uno shock! Mai vista tanta luce sul portone, perfino in una giornata grigia come questa! Lo step successivo è rendermi conto che mia madre ha uno strano concetto di potatura, fosse per lei in Amazzonia non ci sarebbe alcun problema...
In compenso la panda è ridotta come al termine di una prova speciale del Rally dei Faraoni... ogni tanto penso che Herbie il maggiolino tutto matto le farebbe un baffo!
E questo accadeva ieri.
Stamani invece mi sveglio a fatica, apro gli occhi controvoglia finchè la mia attenzione non ricade su uno strano fenomeno "animista":
Va bene che non ti ho riposto nell'armadio, ma che bisogno c'è di trattarmi in questo modo?! D'altronde sabato ti ho anche portato in un localino romano di tutto rispetto, tra belle "felpine" ammiccanti... non so, preferisci un outlet?!
1) E' uscito un cofanetto in 4 dvd che raccoglie le oltre 10 ore di show del LIVE AID, il padre di tutti i concerti di beneficienza organizzato da Bob Geldof nell'ormai lontano 1985. Un'ottima occasione per rivedere, tra Londra e Filadelfia, vecchie star come Elvis Costello, Sting, Phil Collins, Freddy Mercury, Paul Weller, Mick Jagger in duetto con Tina Turner e perfino una giovanissima Madonna, la quale proprio in questi giorni sta promovendo l'uscita del singolo "Do they know it's Christmas?", la stessa canzone scritta per l'evento vent'anni fa.
2) Anche se le recensioni non sembrano proprio entusiastiche, segnalo per tutti gli appasionati dell'indie-rock inglese e non, l'uscita di un'antologia di artisti vari, "Bring the poison". Trattasi di un album dal vivo sulla scena londinese, che mette insieme Libertines, Razorlight, Selfish Cunt, Art Brut, Lams e Paddingtons. Teatro delle performance di questi gruppi è il Rhytm Factory, il club di Londra che meglio rappresenta la nouvelle vague Rock 'n Roll di questi anni.
Ennesimo capitolo della saga "Agnelli-Albertino-Musica".
Oggi ho un vero scoop, la risposta via e-mail di Albertino ad un mio amico (Trivella, http://t1000.blog.tiscali.it) reo di esigere spiegazioni a riguardo.
Ladies and gentlemen, this is Dj Albertino!
"ma chi ha mai avuto la presunzione di decidere qual è la bella musica?... maledetto il giorno che ho deciso di perdere tempo con quell'idiota di Cristina Tagliabue che, col pretesto di farmi due domande su Halloween, mi ha coinvolto in una polemica di cui sinceramente non me ne fotte una mazza,... spero leggerai la mia replica nei prossimi giorni su Musica... e che in futuro sceglierai una rivista più seria"
Testuali parole, mi sono solo permesso di correggere qualche errore (di battitura spero, come il solito "qual è" con l'apostrofo...) :-P
Nel frattempo è uscita la replica su quella rivista poco seria che è Musica. In definitiva trattasi di un'apologia della sua carriera, in un susseguirsi di meriti ed attestati di sincerità. Finalmente però ammette che il lavoro dei dj sulla playlist è focalizzato sulle potenzialità radiofoniche di un brano. Tutto qua. In questo modo è riuscito a gettare acqua sul fuoco ed a rilasciarci l'ennesima dichiarazione perbenista di cui ne abbiamo piene le tasche.
Concludo segnalando che Musica (che è sempre quella rivista poco seria, non dimenticatelo) è stata realmente travolta da una valanga di lettere, "tanto da costringerla ad una sorta di posta monografica che ha lasciato fuori tutti gli altri temi". Un motivo ci sarà...
Come dicevo, sono rimasto incollato alla tv dalle 20 fino all'esibizione di Gwen Stefani con le sue giapponesine, dopodiché non ho più resistito. Il tempo sufficiente per capire che non avevo bruciato inutilmente 57 euro. E' pur vero che lo si fa una sola volta nella vita per dire agli amici "io c'ero", è pur vero che conta soltanto lo show e la parata di artisti in questi casi, ma se delude perfino Eminem...
Onestamente avevo un profondo e vero interesse soltanto per i Franz Ferdinand. Adesso rimpiango il fatto di non essere andato al concerto al Qube nei giorni scorsi. Un'occasione persa, visto che ero già a Roma. Mi rifarò in futuro perchè la band scozzese merita davvero.
Tra gli altri salvavo The Muse, The Hives, Outkast e tolleravo un altro paio di artisti. Troppo poco per essere presente. A proposito, ho bisogno io di un'informazione: Bjork era presente a Roma? Ok che aveva ricevuto la nomination, ma ci stava? Altrimenti valeva da sola i 57 euro errotti!
Commentiamo un pò i risultati: il duo rap degli Outkast ha fatto bottino pieno trionfando nelle categorie "Best Group", "Best Song" e "Best Video". Ci sta, anche se io quest'ultimo premio lo avrei assegnato a The White Stripes per "The hardest button to button".
Tutto sommato sono felice per i Muse vincitori in "Best Alternative", ma allora avrebbero dovuto premiare i Franz Ferdinand come "Best New Act", che invece è andato ai Maroon 5.
Vincono anche Alicia Keys per "Best RNB", Usher per "Best Album", Linkin' Park per "Best Rock" (scempio!!!), Britney Spears come "Best Female" e di nuovo Usher come "Best Male", D 12 per "Best Hip Hop" e Black Eyed Peas per "Best Pop". Il "Best Italian Act" va meritatamente direi a Tiziano Ferro, ma non avrei disdegnato i Linea 77.
Concludo affermando che paradossalmente fremevo di più per l'attesa del concerto del 4 dicembre dei Giardini di Mirò, ho detto tutto...
Ieri sera a Roma hanno avuto luogo gli EMA e questo credo che tutti lo sappiate. Ma facciamo un piccolo passo indietro. Preso dalla curiosità e spinto dal quasi rimorso (che parola grossa!) di aver rifiutato un biglietto per la manifestazione alla modica cifra di 57 euro, mi sono incollato al video fin dal pomeriggio per il concerto al Colosseo (molto più interessante dell'evento in sè). Dovevo esserci in mezzo a quell'immensa folla che occupava interamente Via dei Fori Imperiali, ma sopraggiunti impegni non me l'hanno più permesso. Mi perdo l'esibizione di Carmen Consoli ma ecco gli Hoobastank col loro cavallo di battaglia, "The reason". Perdonatemi, ma la prima cosa che (da casa) mi salta in mente è "Ehi, che fine ha fatto la voce?!" Abissale la differenza tra il live e la versione radio edit, non solo in quanto ad intensità, perfino come piattezza vocale. Questo almeno è quel che è arrivato nelle nostre case secondo il mio modesto parere. Il resto del repertorio è roba già sentita, davvero niente di nuovo. Mi viene da pensare che un album degli Incubus può bastare.
Poi finalmente arrivano i Cure di Robert Smith. Straordinari. Mi sono piaciuti veramente tanto. Non aspettatevi di saltare, pogare ed urlare ad un loro concerto, che resta un'esperienza intima, un approccio, un abbraccio mistificante. Può non piacere il genere, ma musicalmente non si discutono. Estasiato, avrei voluto sentire anche "Lullaby" e "Picture of you", ma alla fine mi accontento di "Boys don't cry".
Elisa, bravissima come sempre. Duetta col pubblico che partecipa e si diverte.
Tra un intermezzo e l'altro, Paola Maugeri trova pure il tempo di intervistare quel fighetto di Alex Del Piero!
Senza parlare del bacio in bocca di quella pazza di Victoria a Carlo Verdone!
Infine due parole per la splendida coreografia data dal Colosseo: ce l'abbiamo solo noi!
L'altra sera stavo facendo zapping alla tv quando casualmente mi sono imbattuto sul video di "Born slippy" degli Underworld (famoso perchè parte della colonna sonora di "Trainspotting"), in onda su Mtv. In realtà era stato scelto all'interno di "Absolute 90's", il programma sul decennio musicale condotto da Giorgia Surina. Si parlava del 1995 ed ospite d'onore della serata era Luciano Ligabue, che proprio in quell'anno si consacrava al pubblico con l'uscita di "Buon compleanno Elvis". Io allora avevo da poco compiuto 14 anni. Si può tranquillamente affermare che prima di Ligabue regnava il silenzio in casa mia. Non avendo genitori appasionati di musica (anzi il termine giusto sarebbe "musico-repellenti"), mossi i miei primi passi coi Queen, Jovanotti (?!!!!), Oasis, Litfiba e appunto il Liga. Soprattutto il Liga. Ho consumato le sue cassette. Il primo compact disc che comprai infatti fu soltanto il live "Su e giù dal palco", nel 1997 se non erro.
Sebbene siano passati almeno tre anni dall'ultima volta che feci girare un album di Ligabue nel mio stereo, non sono riuscito a cambiare canale. I suoi testi, per quanto "non-sense" e "banalotti" se paragonati ad esempio a quelli degli Afterhours, si sono impressi in me, tanto è vero che non sbaglio mai una sola parola. Ho goduto a risentire "Leggero" in versione acustica proposta come pezzo finale della trasmissione. "Troppi ricordi, non ce la faccio, non ce la faccio..." come direbbe Giovanni di "Aldo, Giovanni e Giacomo". Eppure è così. Ligabue è stato il mio primo amore e come tale, non si scorda mai. D'altronde col passare del tempo ci si evolve, i gusti cambiano, si fanno nuovi ascolti, si sperimenta e ci si compiace. Ecco perchè ora come ora trovo estremamente esilarante il "potiomkin" che chiude "Musica" di questa settimana. Vi consiglio di leggervelo. L'articolo in questione è dello scrittore Nicola Lagioia e si intitola "Non-se-ne-può-più di Ligabue e del rock -vecchia Romagna-. Ma tra la via Emilia e il West, la parodia di -Born to run- diventa solo fuga dalla realtà..."
Ed ora, scusate, ma vado a riprendermi quel vecchio live in San Siro...
Ricordate la disputa tra Albertino e Manuel Agnelli riguardo la musica trasmessa nelle radio, di cui si è parlato nel post del 6 novembre scorso? Ebbene, ho scovato a proposito quest'interessante presa di posizione sul blog di Luca Sofri:
Un commento al precedente post ha ispirato la narrazione di questo simpatico siparietto, per la serie "di prima mattina non v'è solo la cacaca**i ventiquattrenne":
...mentre ero tutto concentrato, intento a sfruttare il potenziale dei servizi igienici a mia disposizione, ascolto con interesse il dialogo tra Marfio e sua nonna proveniente dal corridoio:
NONNA - Ma do' sta l'amico tuo?
MARFIO - E' andato via.
NONNA - Quello stronzo è uscito senza nemmeno salutà! Proprio bravo...
Ancorché "assiso in der vaso", intervengo in mia difesa:
AFTER - Nonna, ci sono, ci sono, sono ancora qui in bagno... E tu, Marfio, falla finita! (risatina bastarda di quest'ultimo)
NONNA - Ma guarda se una a st'età deve fa ancora 'ste figuracce!
AFTER - Non si preoccupi, me lo dicono tutti, una in più, una in meno...
Risultati delle scommesse, relativo al post del 10 novembre:
Dal 30 ottobre ad oggi ho dormito una media di 5 ore per notte, non mi sono mai coricato prima dell'1,30 ed ho toccato come punta massima quella delle 6,30. Cosa faccio?
In definitiva risolvo problemi. Perchè come dice donnagatto "faccio cose e vedo gente, sono ecologico, compatibile e biodegradabile, nonchè riciclabile, commestibile e altamente assimilabile, e dulcis in fundo, passo le mie notti nelle abitazioni altrui".
Sì, sono proprio un animale da compagnia. Petlifesaver!
Ieri sera, dopo la partita, ho incontrato Mariana nel salotto di casa sua... abbiamo fatto le 4. Il tempo necessario per capire una persona. Tra l'altro e non l'avrei mai detto, caratterialmente siamo abbastanza simili. A volte bastano poche parole per rispolverare l'animo della gente, ma non lo fai per compassione, ci mancherebbe, lo fai perchè ti piace. E ti viene spontaneo, senza negare il fatto che incosciamente ne hai davvero bisogno.
Non so poi come lei abbia fatto stamani ad essere in piedi alle 7, aveva un esame...
Il giorno prima avevo pernottato all'altro capo di Roma. Ero stato svegliato per la seconda volta su due (http://afterhours.blog.excite.it/permalink/127947) dalla solita cacaca**i! Qua il compito è estremamente arduo: sfido chiunque a non perdere la pazienza di fronte ad una che, puntuale come un orologio svizzero, entra decisa in camera "tua" di prima mattina, accende la luce e attacca a parlare a manovella di ipotetici locali fashion nei quali poter festeggiare il proprio compleanno! Pretende attenzione, consigli, coccole e soprattutto tanti tanti insulti! Dato che ci sono, sfrutto la popolarità del blog per esprimere tutta la mia solidarietà nei confronti del cugino: lui sicuramente la soffre più di me...
Quella ragazza ha bisogno di un PR tutto per lei, ma tu caro mio, lavatene le mani! Questo è il mio consiglio se vuoi conservare la salute ;-)
Domani sera, o meglio stasera, avremo in programma un'altra seratina "sconvolgi-bioritmo"... a questo punto preferisco credere di aver sbagliato continente: forse in un'altra vita ero una geisha, ma almeno avevo il fuso dalla mia parte!
In realtà la durata del soggiorno è ancora del tutto ipotetica visto che dovrò chiedere asilo politico a mezza Roma. Nessuna certezza. Io mi porto l'occorrente, poi se mi vogliono lasciare in strada con questo freddo facciano pure...
Stasera ho una festa di laurea in un locale di San Lorenzo. Viste le presenze, ci sarà parecchio da spettegolare immagino. Molte coppie o pseudo-coppie sono in fermento. Per una volta me ne starò buono buono, tranquillo tranquillo, senza dar troppo nell'occhio... (ma chi ci crede?) Sta di fatto che non voglio finire come lo scorso capodanno...(http://afterhours.blog.excite.it/permalink/66103)
Giovedi sera invece inizia il torneo di calcetto. Mi presento in non perfette condizioni fisiche, con un mal di schiena tenuto a freno dal Moment Dol e un leggero risentimento all'inguine, rimediato nell'ultimo match di preparazione. Quel che temo è di essere l'uomo più in forma della mia squadra... mi ritornerà qualche pallone giocabile tra i piedi?!
Il campo prescelto quest'anno è proprio dietro la casa del Grande Fratello a Cinecittà: speriamo di non allietare la loro serata con qualche spiovente...
Per i curiosi che volessero riguardarsi le pagelle alla Ziliani dello scorso torneo, c'è l'apposito link qui a destra, tra le categorie.
Infine, fra l'evento mondano e quello sportivo, ci infilerò una passeggiata di shopping a Via del Corso, una visitina in facoltà, degli incontri più o meno galanti con personaggi ancora da contattare... quale saranno i risultati?
Credo di essere rimasto il solo fedele di vecchia data a questa piattaforma ridicola. Che mi censurino. Sarebbe come rinnegare l'essenza profonda di ogni blog.
Tutti i miei amici se ne sono andati: kaos, vandalounge, la mia baghi, under pressure, miscugli, il piacere di cucinare milhouse, ... Chi prima, chi poi. Migrazione: questa è la parola chiave.
Io sono affezionato alla location. Ogni post è parte di me. I colori sono parte di me. Il template è parte di me. Non voglio trasferirmi!
D'altra parte sto perdendo visite e commenti. Splinder è una terra promessa. Iobloggo colui che tutela il mio passato.
Sull'ultimo numero di Musica, l'inserto che esce di giovedi con La Repubblica, ho letto un'intervista ad Albertino che mi ha dato letteralmente ai nervi...
Rispondendo alla provocazione lanciata da Manuel Agnelli, secondo il quale in radio ormai passano solo "i soliti pezzi", il dj risponde tra l'altro: "Quando Manuel Agnelli farà un bel disco noi saremo i primi a programmarlo, ma al momento non ricordo nessun suo successo".
Tralasciando l'ignoranza e la pochezza di tale affermazione, il discorso si fa più complesso. Primo perchè il leader degli Afterhours dava principalmente addosso ai soliti giornalisti della carta stampata, che non si scomodano a scoprire e a raccontare i nuovi fenomeni del rock italiano (non solo radio dunque, che sono aziende prima di tutto e che devono "appositamente" guadagnare). Secondo, perchè Albertino nel resto dell'intervista è estremamente contradditorio: prima ne fa una questione di gusti personali, dunque piena libertà di scelta da parte dei dj, poi ammette che certi pezzi non possono essere programmati per una questione di "target radiofonico".
La verità secondo me la dice Luca Viscardi, direttore di Rtl 102,5: "La nostra linea editoriale è molto semplice: solo grandi successi. Sono gli inserzionisti che decidono il resto. Se per fatturare di più dovessimo suonare soltanto musica hip hop, allora inseriremmo nei palinsesti soltanto quel genere". Diverso invece il ruolo dei giornalisti: "Danno poco spazio ai fenomeni emergenti e, proprio in quanto critici, dovrebbero divulgare anche le nicchie. Ma sono corresponsabili con i loro capi, che magari preferiscono offrire otto colonne, nelle pagine degli spettacoli, a personaggi come Costantino..."
The future teaches you to be alone The present to be afraid and cold So if I can shoot rabbits Then I can shoot fascists
Bullets for your brain today But we'll forget it all again Monuments put from pen to paper Turns me into a gutless wonder
And if you tolerate this Then your children will be next And if you tolerate this Then your children will be next Will be next Will be next Will be next
Gravity keeps my head down Or is it maybe shame At being so young and being so vain
Holes in your head today But I'm a pacifist I've walked La Ramblas But not with real intent
And if you tolerate this Then your children will be next And if you tolerate this Then your children will be next Will be next Will be next Will be next Will be next
And on the street tonight an old man plays With newspaper cuttings of his glory days
And if you tolerate this Then your children will be next And if you tolerate this Then your children will be next Will be next Will be next Will be next
Eppure mi piace pensare che dopo l'11/9 in USA abbia vinto la paura, l'anarchia delle emozioni. Forse i Sex Pistols non sputeranno più dal palco, eppure continuo a pensare che la (probabile) vittoria di Bush sia la vittoria di una sconclusionata risposta emotiva sul tema della sicurezza. Certo, poi ci sono gli interessi delle lobby, ci sono le promesse di tagli alle tasse, l'immagine "tutta texana" di un presidente in realtà "mezzo disertore".
Eppure continuo a pensare che...
Vabbè, ormai "Fahrenheit 9/11" è uscito anche in DVD, perciò di cosa preoccuparsi nei prossimi quattro anni? :-)
E' tempo di cambiamenti. "The times, they are A-changin'" come Bob Dylan suggeriva. Tutto intorno a me si muove e mi muovo anch'io.
Coppie che si lasciano dopo anni ed anni, non ne possono più (LORO) e non ne posso più (IO) di venir aggiornato settimanalmente sull'ennesima crisi. Ormai non mi bastano le dita per contare, ma il pettegolo viene a sapere. Sempre. Tutto.
Ed io mi adeguo. Almeno sul personale ho fatto di testa mia e sono soddisfatto della scelta.
Raccogliendo la sfida di Scrawl, mi sto facendo crescere i capelli, così impara a sostenere che noi maschietti non possiamo dare un "taglio" al passato cambiando look! :-P
Ma quando After è in movimento si vede soprattutto dalle basette: eh sì, dopo quasi due anni, sto pensando ad una nuova trovata. D'altronde ho già sperimentato tutte le forme, ci vorrà davvero l'ennesima genialata ;-)
Intanto anche Montalto assume colori diversi. Guardate qua la differenza a distanza di appena due settimane: ore 13, scorcio immortalato dalla mia cameretta.
Ovviamente la seconda foto è di oggi e io non potevo che starmene in giro sotto l'acquazzone...
Nel tragitto verso Siena sono stato deliziato da una perla di inestimabile valore sul rapporto di coppia:
"Quando ci si prende una pausa di riflessione, principalmente per noia ed apatia, si è nella stessa condizione di un computer che gira senza antivirus: continuerà a funzionare, ma c'è il rischio incalcolabile di possibili rivoluzioni provenienti dall'esterno"
Eplicitando: l'equilibrio dura finchè non arriva un terzo incomodo...e lì sono ca**i amari per colui che resta scoperto!
L'autore di questa chicca stasera mi ha posto all'attenzione una nuova indagine sui rapporti tra sessi scovata sul web. Dato che mi è sembrata interessante, la riporto di seguito:
LA DONNA TIRANNA INCOLLA LA COPPIA
Se lei è dura il rapporto è a tenuta stagna e sale pure il piacere. Lo rivela un nuovo sondaggio
Dolcezza, coccole, rispetto reciproco e soprattutto dei ruoli: le ricette per far funzionare il ménage a due, matrimonio o no che sia, non sono più quelle di una volta. Oggi l'alchimia "perfetta" richiede uomo zerbino e donna decisa. Lo conferma un'indagine effettuata dal Centro Studi Psicologici Help me e recentemente pubblicata dal mensile Vera magazine: la vita di coppia e il matrimonio sono molto più stabili se la donna è una tipa di polso.
Sei lei è dura il rischio di divorzio si riduce del 30% e l'armonia sessuale aumenta del 27%. Piace agli uomini l'idea della donna forte, tanto che il 17% ammette di "essere attratto da una compagna un po' tiranna e prevaricatrice". Allora è l'ennesima conferma dell'inzerbinamento cui stanno autosottoponendosi i maschi del nuovo millennio? Non proprio. Secondo gli esperti le donne-forti sono sempre esistite, ma prima celavano quest'aspetto sotto una forte corazza di dolcezza. Adesso, da un certo punto di vista, sono più spregiudicate e non hanno timore di farsi vedere per quello che sono.
Gli uomini poi si mostrano come degli inguaribili mammoni che vanno alla ricerca di una donna che sappia trasmettere un senso di maternità. Eppure un rapporto che apparentemente sembrerebbe nettamente sbilanciato, pare abbia una vita intensa. Gli esperti hanno analizzato 5 differenti situazioni di vita di coppia. Eccole.
1) Lei è insostituibile, sempre presente, brava in casa e fuori di casa. Lui fa quello che si gode la situazione. Spesso, in questo caso, la donna non s'infuria. Ha la consapevolezza di essere insostituibile e non s'arrabbia più di tanto se lui se ne sta in disparte. Perché in realtà l'uomo è bravo a farle capire che è conscio del valore della moglie. Non c'è ambiguità. 2) Lei comanda, lui subisce soltanto. Lui perde ruolo di fronte all'aggressività della moglie. Qui potrebbe sorgere qualche problema perché potrebbe covare, prima o poi, una ribellione. Il consiglio? Che le donne lascino che, almeno a letto, sia lui a prendere l'iniziativa. 3) Una condivisione che non riesce. Ecco un altro caso. La donna vorrebbe provare a lasciare una parte di potere, ma lui proprio non ci sente perché magari pensa al lavoro. Qui la donna può trovare piccoli sfoghi. E un vantaggio. A furia di sfuriate riesce a ricaricare le pile per andare avanti. Rischi sul fronte sessuale, ma parlandone si può superare la situazione. 4) Alternanza di vittorie. C'è una sete di vittoria che fa sì che ci sia una lotta alla pari... ma quando uno perde si chiude a riccio. Il sesso può riaprire ogni discussione e riportare la quiete. 5) Par condicio. A ognuno il suo ruolo, a ognuno la sua competenza. Lasciando aperto uno spiraglio di tolleranza. Un buon futuro.
Ed ora scopro casualmente un post di "donnagatto" altrettanto stimolante. Andate a leggerlo, perchè a entrambi ha fatto pensare... vi fidate di noi? ;-) Ecco il link:
Sabato scorso me ne sono andato in trasferta a Siena per seguire la partita della Juve. In realtà il soggiorno è stato molto più "complesso": ho passato il pomeriggio tra Piazza del Campo, Piazza del Duomo per poi finire, non so come, all'interno di un'opera d'arte!
Dopo aver provato l'ebbrezza per la visione dal vivo dei capelli di Rita Pavone (incontrata ad un autogrill insieme a Tony Renis) e per la guida sportiva del padre di Marco (cacata trattenuta a fatica), eccoci (in molto meno di due ore) nel centro storico di Siena.
Primo aneddoto: girando per le caratteristiche viuzze della cittadina, io e Marco scadiamo nei soliti discorsi maschilistici... "Mamma mia, se facevo l'università quassu... ma te l'immagini? Qui in un attimo ti passavi tutte le case della via...sarà pieno di universitarie!"
Non facciamo in tempo a finire il discorso che ci sentiamo chiamare... alziamo gli occhi e dalla finestra eccoti una gentil donzella dal mediterraneo aspetto (mmmm, era mora ed in pigiama, c'entra qualcosa col sud?...forse l'accento!) in cerca di fumo (e qualcos'altro...) hihihi! :-P
Peccato che non ci sia modo di sfuggire alla marcatura a uomo messa in atto da Marco's father e compagna...
Secondo aneddoto: finiamo a Piazza del Campo, da perfetti turisti. Mi guardo intorno, poi mi dirigo spaesato verso il centro della piazza. Manco a farlo apposta, un urlo si leva alla mia destra: "La sposa, la sposa!!!" Ora ragazzi, va bene che un blog fa notorietà, ma a Piazza del Campo? Io? "La sposa"? Possibile? Eheheh, per un attimo ci ho creduto: in realtà stava arrivando la sposa, quella "del giusto sesso" e con la lettera minuscola, per il matrimonio da celebrare in comune.
Terzo aneddoto: durante il tragitto si parlava di una certa Lucia, amica di amici per quanto mi riguarda, che possiede una casa piuttosto centrale, come dice Marco "tra la I e la E (di Siena)"! Come potevo sapere però che quella non era una semplice abitazione bensì un'opera d'arte??! Il sommo stupore dunque non sta tanto nella locazione (a veramente due passi da Piazza del Campo), quanto nel varcare fisicamente la soglia d'entrata (già di per ser sè alquanto "stramba"). La prima cosa che mi viene da pensare è: "ehi, che scherzo è, dov'è la casa?". Il tempo di realizzare, poi "e ora dove appoggio lo zainetto?". Davanti a me uno spazio aperto in parchè, una "piazzetta" praticamente, con al centro una scultura simile ad un albero spoglio. Di fronte tre grandi vetrate, che scoprono la piazza sottostante (quella vera), e la torre "gemella" (sì, perchè l'altra corrispondente si trova proprio al mio fianco! "Una torre dentro casa", mah...)
Ora è inutile che prosegua con la descrizione di quel che ho visto perchè non ne sarei capace. Basta che pensiate che là dentro c'era ogni diavoleria possibile: telecamere nascoste tra i pezzi di una vecchia macchina da scrivere, a loro volta incastonati in una colonna, percorsi rialzati, niente porte, niente corridoi, cucina in acciaio stile bunker, colonne di gesso lilla, sagome rosse attaccate al soffitto, dipinti enigmatici dal titolo lapidario e sconvolgente... "La solitudine"... ma tièèèèèèè! :-P
Ora la sto mettendo sul ridere, però ho conosciuto il figlio di Lucia, un tipo effettivamente "strano" (ma chissà perchè a me quelli "strani davvero" non sembrano mai tali, non so...), che mi ha spiegato la genesi dell'abitazione e la sua filosofia. Diciamo che ho capito e che non mi sono fermato lì con la mia interpretazione... (qua non posso riportarla perchè il blog è pubblico, ma Marco sa quel che voglio dire... allora, non è forse così?) :-P
La conversazione con Giovanni (questo è il suo nome) mi ha dato lì per lì un ulteriore spunto di riflessione: chissà se non fossi nato a Tarquinia, cresciuto a Montalto, con altre possibilità economiche, che tipo sarei diventato? Che interessi avrei avuto? Non so, io capivo bene quel che Giovanni mi voleva dire, lui ci credeva con somma passione, io recepivo e restavo affascinato. Mi sto rendendo conto che siamo davvero influenzati da chi frequentiamo, dal posto in cui viviamo e da tutto il contesto. E' una cosa inevitabile. Sarà paradossale, ma anche in amore ha il suo peso. Ahimè, lo credo bene.
Infine (e chiudo qua il mio interminabile post) ho rispettato la cabala: con me allo stadio Juve sempre vincente! E vi dirò di più: a segno almeno due volte!
E seconda doppietta di Del Piero a cui assisto dal vivo!
Ehm ehm... "servizio mascotte a domicilio": per info, contattatemi all'indirizzo e-mail a fianco ;-)
Questo post è dedicato ad un amico insostituibile, nonchè fedele lettore di questo blog nelle sue giornate parmigiane (i maligni tacciano sull'uso dell'espressione, al momento non si vuole sottintendere e collegare al soggetto in questione la rinomata specialità culinaria...), che oggi si è laureato in Ingegneria Gestionale con, udite udite, 110 e lode!
Eravamo presenti in molti alla cerimonia svoltasi in quel di Torvergata. Dopo tutto le faccie di sempre: è strano pensare che quel saccente signorino in abito scuro che disquisisce di "trigger" (ma anche di Mastrolindo...) sia lo stesso che qualche anno orsono correva con noi il Giro d'Italia (leggi "Tour di Montalto" in bici a 3 partecipanti, con tanto di planimetria delle tappe), che inventava un percorso da rally tra le viuzze di Montalto Marina, che ci apostrofava a suo modo per il nostro cazzeggiare estivo nel momento di montare la rete da beach ("Ehi...ma dove ca**o andate?????"), che si rompeva una caviglia per saltare la siepe dei giardinetti stile "Olio Cuore" (...e NON ti senti in forma!)...anche perchè prese in pieno il Fiorino FIAT parcheggiato subito dietro! ;-) Insomma artefice e più spesso vittima di scherzi illustri. Grande grande Lello!
Con un pò di malinconia ho constatato che il tempo passa per tutti. Stereotipando, c'è chi resta cazzataro, perennemente "uomo delle figure di merda", chi si laurea a pieni meriti, chi rimane "soggettone", c'è insomma... quel che c'è sempre stato! Meglio di così? :-P
Ebbene sì, è passato quasi un mese, ma domenica 26 settembre ero presente anch'io a Fiumicino per il Tora! Tora! Festival, gemellato per l'occasione con l'MTV Brand New Day.
Tanto per cambiare siamo arrivati in ritardo, stavolta la colpa è imputabile alla sana passione per il calcio e il fantacalcio: è stato più forte di me, ho dovuto attendere la fine delle partite prima di mettermi in viaggio. Un'esitazione imperdonabile: abbiamo perso i primi gruppi sul palco ma soprattutto i miei Giardini di Mirò! Ormai credo ad una maledizione: è già la seconda volta che capita, non riesco proprio ad assistere al live della formazione post-rock. A questo punto, dopo Enzimi 2003, dopo il Tora! Tora! 2004, spero che non ci sia due senza tre...
Veniamo al concerto. Il primo che vediamo esibirsi è Marco Parente. Trovo la sua musica molto intima, introspettiva e personale. Poi su tutto, "La mia rivoluzione", una canzone che sento particolarmente mia, ma che rimane inconfutabilmente un gran pezzo. E per l'occasione si fa accompagnare da Manuel Agnelli al piano.
Tempo fa vinsi un suo cd live, "L'attuale giungla": ecco, forse sulla distanza Marco Parente risulta un pò pesante, ripetitivo soprattutto nelle sonorità. Ma in certe giornate è perfetto come sottofondo.
Subito dopo arrivano i Baustelle, gruppo pop italiano caratterizzato da reminescenze anni '60. Avevo qualche mp3 sul computer, davvero poca roba, ma anche live non mi colpiscono più di tanto. Sono serviti più che altro a puntare la mia nuova digitale sulla tastierista (nonchè cantante): davvero niente male e poi lo sanno tutti che mi piace il taglio di capelli "alla maschietto"... :-P
C'è una piccola pausa, ma ecco arrivare sul palco la donna che amo: l'inarrivabile Cristina Donà. Non so, ma qualsiasi cosa lei faccia là sopra è estremamente sensuale. Come la sua musica d'altronde. Spontanea, comunicativa, semplice quanto basta ed immancabilmente vera. Grande voce, grande personalità. Una gatta sinuosa su quel palco. Propone più che altro pezzi da "Dove sei tu" come "Triathlon", "The Truman Show", "Nel mio giardino" e la nuova versione in inglese di "Invisibile" ("Invisible" appunto), tratta dall'album appena uscito. Ok, manca "Goccia" all'appello, ma non posso non sottolineare un'altra canzone che mi manda in estasi, "Wuthering Heights", cover di Kate Bush.
Il live set dei Linea77 mi ha davvero "spaventato". Questi ragazzi torinesi a volte possono risultare antipatici, spacconi, ma vanno veramente forte. Sono una delle poche realtà musicali italiane ad avere un contratto importante con un'etichetta inglese e si vede. Non so, mi è venuta voglia di assistere ad un loro concerto per intero. Sta di fatto che era l'ultima data del tour e ce l'hanno regalata fino in fondo: là sotto si è respirata polvere e solo polvere. Delirio. Non so quante bandane di Emergency vengano vendute negli stand accanto, ma penso che i Linea77 con la loro musica siano un bel ritorno economico: è necessario tenere la bocca coperta se si vuole sopravvivere sotto al palco :-P
Special guest: Interpol. Questa è una mia bella scommessa vinta. Iniziai ad ascoltare la band newyorkese molto tempo fa, quando ancora non erano nessuno, ma si intuiva già il loro talento. Poi se c'è una canzone che io e il Mel canticchiamo sempre per fare gli idioti ("fare"?... no, non facciamo, noi "siamo") questa è "Obstacle 1" (anzi, ora me la sparo!). E' contaggiosa, è inquietante, è martellante, ti si piazza in testa e non va più via. Strano che non mi sia ancora successo in occasione di qualche esame! :-) E anche live merita. Ma "Turn on the bright lights" del 2002 è un album ricco, da ascoltare tutto. Mi piacciono "Pda", "Nyc" e "Obastacle 2". Oltre queste passano i nuovi pezzi. Io ancora non lo possiedo, ma ho letto che il nuovo album sia ancora più interessante. Vi farò sapere.
Ecco il folklore e l'allegria dei Modena City Ramblers, alla cui performance avevo già assistito un mesetto prima nel mio paese. Eh sì, ogni tanto qualcuno viene a farci visita. Non sono mai stato un loro fan, ma mi piace assistere ai concerti. E poi ho le mie canzoni preferite come "Contessa", "El presidente" e la bellissima "I cento passi", omaggio a Peppino Impastato.
Infine l'emozione più forte come al solito è per gli Afterhours. Non c'è niente da fare, sono sempre più convinto che non mi stuferò mai e poi mai di questa band e di Manuel Agnelli. Sono arrivato al quarto concerto ma ogni volta è come la prima, e l'album di prossima uscita sembra avere tutte le carte in regola per un nuovo boom.
La rabbia e la passione di Manuel può essere compresa soltanto da chi ce l'ha dentro, da chi è obbligato a controllarsi nella vita e che là e solo là può liberarsi da tutto e tutti. Non si reprime nulla, non si fanno sconti. Chi di voi si è fatto anche solo un concerto degli After potrà capire. Il Mel resta impietrito su quei due versi di "Veleno": "che la tua vita forse sia più importante della mia, che la tua vita fosse più importante di me". In effetti Manuel è terrificante in quegli acuti così come lo è in "Dea" e "Male di miele". Impressionante quanto urli e subito dopo riesca a fare "La canzone di Marinella" senza una pecca. Mah, doti naturali.
Io sono particolarmente legato ad "Ossigeno", peccato che non sia mai riuscito a sentirla dal vivo, dopo l'uscita dal gruppo di Xabier non l'hanno più proposta in veste live. Quelle strofe "Così dolce e fortemente chiavo la mia mente, è una cosa così sporca che la farei per niente" e "E' così insano dentro i miei occhi, chi ami è un angelo che uccide se lo tocchi" sono e saranno sempre parte di me.
Tornando al concerto di Fiumicino, posso dirvi che sono andato in fissa per "The bed", cover di Lou Reed tratta da "Berlin" ed ho avuto modo di apprezzare quel fantastico pezzo nuovo che è "La sottile linea bianca". A questo punto aspetto gennaio con grande trepidazione.
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